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Cloud Platform Engineer: il corso per iniziare la tua carriera in ambito infrastrutture Cloud

In occasione dell'inizio del corso pubblichiamo la seconda parte dell'intervista a Lorenzo Bisi, Infrastructure & Security Regional Talent Community Lead in Avanade e Alessandro Lonardo, Talent Acquisition Specialist in Experis.

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E' partito ieri il corso Cloud Platform Engineer rivolto a giovani che vogliono avviare la loro carriera in ambito infrastrutture cloud. Come anticipato nella prima parte dell'intervista, La Rivoluzione Rosa, abbiamo scoperto le prospettive future dell'infrastructure cloud insieme a Lorenzo Bisi, Infrastructure & Security Regional Talent Community Lead in Avanade, leader mondiale nella fornitura di servizi digitali innovativi, cloud, business solutions ed experience design, che fanno leva su un grande potenziale umano e sulla forza riconosciuta dell’ecosistema Microsoft.

infograficaCon senso pratico, Lorenzo ci ha condiviso qual è la caratteristica immancabile per intraprendere una carriera in ambito IT e ci ha svelato quali sono i processi che un’azienda come Avanade mette in campo per facilitare l’ingresso in azienda delle new-entry anche in epoca di smart working.

Uno degli aspetti che i ragazzi selezionati nel corso precedente hanno apprezzato di più è il fatto che in un periodo particolarmente complesso, eravamo nel pieno del secondo lockdown nazionale, hanno potuto dedicarsi in aula virtuale ad una formazione intensiva che, nonostante la distanza, li ha fatti sentire una vera squadra. Posso confermare che sia con il docente, sia tra i partecipanti si sono creati dei bellissimi legami. Adesso, anche il loro inserimento lavorativo sta avvenendo a distanza. Quali sono le iniziative che portate avanti in Avanade per facilitare l’onboarding in smart working?

Tolti i primi mesi di incertezza, anche noi abbiamo adeguato i processi per replicare con gli strumenti digitali tutto quello che prima facevamo dal vivo, certo un po’ la parte di relazione ne risente, ma sicuramente un anno fa non avrei mai detto che una classe potesse stringere legami così forti stando su una piattaforma digitale dalla mattina alla sera per due mesi, sarebbe stato impensabile. Eppure anche in questo caso la tecnologia è stata la risposta: siamo riusciti a realizzare un percorso, a coglierne il bello, ottenendo ottimi risultati. Anche l’onboarding in Avanade è completamente digitale, abbiamo un evento di due giorni pensato specificatamente per le persone che entrano in azienda, in cui diamo loro il benvenuto e spieghiamo tutto quello che è necessario sapere per la vita aziendale. Poi assegniamo ad ogni persona che entra due persone di riferimento, il primo è il career advisor che segue la persona per tutta la vita aziendale, assegnando obiettivi, valutando la performance, avendo un dialogo costante per capire se tutto sta andando bene, il secondo è un “buddy” che, attraverso un programma dedicato, è ancora più vicino alla new entry. Mentre il career advisor resta per sempre, il “buddy” è previsto per i primi sei mesi e ha lo scopo di prendere la persona per mano, farle anche un po’ compagnia. Se pensiamo quanto è difficile per un professionista entrare in una nuova azienda da remoto, sappiamo che è molto più difficile per un ragazzo di 25 anni che entra in una multinazionale al suo primo lavoro dopo la laurea, quindi è importante aiutarlo mettendolo il più possibile a proprio agio. E ovviamente i nuovi arrivati entrano in un team di lavoro che li aiuterà ad inserirsi e ad imparare.

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Altra peculiarità della classe che ha terminato il percorso formativo a dicembre è legata ai percorsi di studio. Abbiamo infatti scelto di puntare su persone neolaureate, senza però fossilizzarci su chi avesse un background in ingegneria informatica e delle telecomunicazioni, coinvolgendo anche laureati in ingegneria biomedica o chimica, quindi senza una specifica preparazione tecnologica. La scommessa è stata vinta, i livelli di apprendimento sono stati eccellenti, più del 70% dei ragazzi del corso adesso sono inseriti in Avanade. Quali sono secondo te le caratteristiche che un candidato deve avere per avvicinarsi con successo al mondo delle infrastrutture cloud?

Difficile fare un elenco, secondo me la più importante è la curiosità. E’ qualcosa che è emerso anche dalle domande che ho fatto alle ragazze dell’ultima academy. Hanno capito che il cloud è presente nella vita quotidiana di tutti noi, anche i teenager ne sono fruitori, salvano le loro foto in cloud, le piattaforme social sono piattaforme cloud. Tutte hanno risposto alla domanda “perché ti sei iscritto a questa academy?” dicendo che volevano vedere cosa c’era dietro. Un conto è essere fruitori, un conto è essere protagonisti nella diffusione dell’utilizzo del cloud. Chi si fa questa domanda, ha voglia di vedere cosa c’è dietro e ha la passione per la tecnologia. Ecco, questo è il percorso adatto a loro. La spinta è un po’ la stessa che c’era nelle generazioni precedenti nel voler smontare le cose per vedere come erano fatte.

infograficaParlando di competenze abbiamo interpellato Alessandro Lonardo, Talent Acquisition Specialist in Experis Academy che ci ha condiviso il suo approccio nelle selezioni di questo tipo, le prospettive che possono far “scattare la scintilla” e le soft skills che facilitano l’apprendimento durante il corso, ma anche per il futuro percorso professionale.

Lo abbiamo dovuto ammettere, tutti usiamo il cloud, ma in pochi sanno cosa “c’è dietro”. Nel selezionare i partecipanti per il prossimo corso che è cominciato il 22 marzo, la tua sfida è quella di saper trasmettere la complessità del Cloud Platform Engineer, un ruolo ancora troppo poco conosciuto. Come fai? 

 

Cerco di comunicare l’importanza che il ruolo del Cloud Engineer riveste e rivestirà nei processi d’innovazione digitale e tecnologica. Non a caso è una tra le mansioni più richieste dal mercato.
Inoltre, cerco di sottolineare come sia una posizione dinamica, che prevede l’utilizzo di diversi tools e permette una crescita sia orizzontale che verticale. Le possibilità che il Cloud Computing offre sono molte e così le prospettive di carriera.

 

I partecipanti delle precedenti edizioni parlano dei colleghi del corso come persone fantastiche, bellissimi legami, un gruppo più unito che mai, immagino non sia un caso. Quali sono le soft skills a cui hai dato maggior peso nel processo di selezione? 


L’Academy prevede diversi progetti da svolgere in team ed è fondamentale che i partecipanti siano solidali gli uni con gli altri così da supportarsi nei momenti di difficoltà. Gli argomenti trattati prevedono diversi gradi di complessità per cui è molto importante che chi selezionato sia entusiasta di apprendere cose nuove e che la possibilità di cimentarsi con ciò che non conosce sia qualcosa che lo/la stimoli e non spaventi. Umiltà, entusiasmo, flessibilità e propensione per il lavoro in gruppo sono caratteristiche imprescindibili per affrontare, divertendosi, un percorso di questo tipo.

 

Vuoi specializzarti attraverso un percorso intensivo in aula virtuale? Scopri di più sui prossimi corsi in programma con Experis Academy.

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