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La “rivoluzione rosa“

L’intervista a Lorenzo Bisi, Infrastructure & Security Regional Talent Community Lead in Avanade per capire quali sono le prospettive future dei servizi cloud.

Il prossimo 22 marzo parte il corso Cloud Platform Engineer rivolto a giovani che vogliono avviare la loro carriera in ambito infrastrutture cloud. In vista della nuova edizione, abbiamo intervistato Lorenzo Bisi, Infrastructure & Security Regional Talent Community Lead in Avanade, leader mondiale nella fornitura di servizi digitali innovativi, cloud, business solutions ed experience design, che fanno leva su un grande potenziale umano e sulla forza riconosciuta dell’ecosistema Microsoft.

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Con spirito positivo, Lorenzo ci ha condiviso la sua visione della “rivoluzione digitale” che stiamo affrontando e di come i giovani possano avere un ruolo da protagonisti in questo processo di trasformazione con un’attenzione particolare al contributo che le ragazze possono portare se messe nelle condizioni di tirare fuori il meglio di sè.  

I servizi cloud hanno avuto una straordinaria diffusione negli ultimi anni e il ruolo di chi gestisce le infrastrutture si è evoluto. In Avanade avete una prospettiva privilegiata per cogliere le tendenze del mercato e le nuove competenze da sviluppare per rimanere all’avanguardia, qual è il quadro della situazione e quali sono a tuo avviso le prospettive per il futuro?

Il quadro è sicuramente positivo. Siamo nel pieno di una “rivoluzione digitale”, la tecnologia è la risposta a tante domande, è diffusa in tutti gli ambiti ed è essenziale per ripensare i business delle aziende. La visione che abbiamo, che è vero è privilegiata, è assolutamente positiva e ci mette in una posizione da protagonisti nell’accompagnare le aziende che si rivolgono ad Avanade per essere guidate attraverso questa rivoluzione. Il futuro è davvero roseo dal nostro punto di vista. La sfida vera è quella delle competenze. Una sfida che viviamo ogni giorno al fine di attrarre e sviluppare un bacino di competenze che spazia dall’ambito tecnica, alle soft skills, a competenze sempre più vicine al business dei clienti con cui lavoriamo.

Eppure, nonostante la forte crescita del settore, le università toccano ancora poco questi temi e le aziende faticano a trovare profili con le giuste competenze. Come intervenire?

E’ vero le università probabilmente toccano poco queste tematiche, però è anche vero che le università italiane sono delle ottime università. Alla fine il loro compito è creare un mindset, gettare le basi su cui si possa sviluppare il talento delle persone. Nello specifico settore di cui mi occupo, dal punto di vista delle infrastrutture, è possibile colmare il gap tecnologico in poco tempo. In Avanade ci prendiamo noi la responsabilità di mettere i ragazzi nelle condizioni migliori per utilizzare la loro formazione e acquisire le competenze tecniche e di business che mancano, avviando iniziative come quella in collaborazione con Experis Academy e poi affiancandoli nei nostri team e nei progetti su cui lavoriamo, formando attraverso l’esperienza.

Possiamo dire con orgoglio che la classe che ha terminato il percorso formativo in Experis Academy a dicembre è stata la prima che su 16 studenti ha coinvolto ben 14 ragazze. In Avanade siete stati precursori nell’individuare uno squilibrio di genere nel settore tecnologico e a decidere di intervenire. Quali sono le caratteristiche che danno una marcia in più alle ragazze in un’azienda come la vostra? In particolare, nella Talent Community Infrastructure ci sono delle storie di successo che ti senti di condividere?

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Non lo so se le ragazze hanno una marcia in più, sicuramente hanno delle caratteristiche diverse e quindi questa diversità porta valore. L’informatica e la tecnologia, lo vediamo anche in università, non sono particolarmente frequentate da ragazze. Anche io ho avuto una formazione tecnica e purtroppo ho respirato lo squilibrio fin dalle superiori. In Avanade ci piace parlare di meritocrazia e in ottica meritocratica le ragazze hanno le stesse possibilità di crescita dei ragazzi e hanno le stesse opportunità di esprimersi, quindi cerchiamo di aiutarle ad intraprendere questa carriera, proprio perché il futuro è roseo. La digitalizzazione arriva dappertutto e noi facciamo il possibile per portarle a bordo nel viaggio di adozione del Cloud perché possano esprimersi alla pari degli uomini.

Per farti degli esempi di casi di successo me ne vengono in mente almeno 3: il nostro CEO che governa un’azienda da 40.000 dipendenti nel mondo, in carica da un anno, è una donna, una bella dimostrazione di talento.

La responsabile della region Europa è donna, quindi possiamo dire che Avanade sta scegliendo delle donne per ruoli chiave. Più in piccolo nella mia talent community posso citare una ragazza che ha fatto un’academy proprio come quella che partirà il prossimo 22 marzo. Laureata in chimica, neanche si aspettava di essere selezionata e dopo 2 anni questa ragazza - lei forse non lo sa e magari neanche glielo dico - è la più contesa nei progetti di adozione di Azure dai nostri team. Non solo ha imparato un lavoro, ma è sempre richiesta da chi si occupa di formare i team di progetto.

Continua a seguirci per leggere la seconda parte dell’intervista a Lorenzo Bisi, Infrastructure & Security Regional Talent Community Lead in Avanade.

Vuoi avere un ruolo da protagonista nella rivoluzione digitale? Scopri di più sul percorso Cloud Platform Engineer, il corso intensivo in aula virtuale in partenza il 22 marzo in collaborazione con Avanade.

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