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La linguistica nell’IT. Una grande opportunità per migliaia di umanisti

Intervista a Donatella Di Tucci, linguista e NLG Language Engineer per Harman International

Gli assistenti vocali fanno parte della nostra vita quotidiana, del resto chi non ha mai usufruito di Alexa o Siri? Ma la vera domanda è: come fa un computer a capire quello che diciamo e a risponderci di conseguenza? La risposta sta nel Natural Language Processing (NLP).

In commercio infatti è oggi possibile trovare numerose varianti di chatbot: alcuni si limitano a eseguire la scansione delle parole chiave che arrivano come input per poi elaborare una risposta; altri sono in grado di simulare il comportamento umano attraverso avanzati sistemi di riconoscimento e analisi del linguaggio naturale, come il chatbot sviluppato dalla software house di Experis basato sui migliori algoritmi di Artificial Intelligence per consentire conversazioni naturali, fluide, umanizzate ed interamente user-driven, sfruttando meccanismi di memoria conversazionale molto avanzati e strumenti di analisi semantica evoluti per gestire dialoghi complessi.

Contrariamente a quanto si possa pensare e sebbene abbia a che fare con l’intelligenza artificiale, il Natural Language Processing (NLP) è un campo di ricerca interdisciplinare che comprende linguistica, intelligenza artificiale ed informatica. Lo scopo è quello di studiare il linguaggio umano e costruire degli algoritmi che siano in grado di renderlo comprensibile al computer, in modo che lo possa poi riprodurre nel modo più similare possibile. È così che nascono i chatbot e i sistemi conversazionali come gli assistenti vocali. Il lavoro sinergico tra informatici e linguisti è fondamentale: da un lato la capacità di lavorare con un computer e dall’altro la conoscenza approfondita del funzionamento del linguaggio umano (compresi gli aspetti culturali) garantiscono un lavoro più fine e accurato che probabilmente con il tempo non ci farà più percepire come “strana” o “limitata” la conversazione con un robot.

In occasione del lancio del corso gratuito Natural Language Processing, in partnership con Deep Learning Italia, in partenza il 14 settembre e rivolto a laureati in materie umanistiche, abbiamo intervistato Donatella Di Tucci linguista e NLG Language Engineer per Harman International per capire meglio il tipo di percorso che possa portare un umanista ad avere a che fare con l’NLP e approfondire il suo ruolo all’interno di un team di ricerca.

Che tipo di percorso accademico hai fatto?

Ho conseguito presso l’Università di Roma La Sapienza una laurea triennale in Lettere Moderne. In linea con la mia curiosità e la propensione al cambiamento, sono stata affascinata dagli esami di Linguistica a tal punto da scegliere Linguistica come laurea magistrale. Durante un corso sulla Prosodia la docente fece un approfondimento sulla psicolinguistica e sulla neurolinguistica. Anche in questo caso rimasi molto colpita e decisi così di laurearmi con tesi sperimentale in psicolinguistica svolgendo in parallelo uno stage presso l’I.S.T.C. (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione) del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Dopo la laurea magistrale in (psico)Linguistica ho avuto la fortuna di vincere una borsa di studio presso l’Università di Milano-Bicocca per conseguire un Dottorato di ricerca in Psicologia sperimentale, Linguistica e Neuroscienze Cognitive. Un percorso di quattro anni di cui uno all'estero che mi ha formato tantissimo, ampliando e strutturando le mie basi scientifiche.

 Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo del Deep Learning ed in particolare al Natural Language Processing?

Durante il Dottorato lavoravo con bambini e pazienti afasici ed ero affascinata da come il cervello umano riuscisse ad acquisire abilità quali linguaggio verbale, lettura e scrittura. Inoltre, ho sempre riflettuto su tutti i parallelismi che esistono tra l’apprendimento del cervello umano e il machine learning. Dopo aver conseguito il Dottorato ho avuto l’opportunità di lavorare in Amazon per un team di Data Collection. Lavoravo su Alexa ed ero incuriosita da questi sistemi di intelligenza artificiale che hanno abilità quali comprensione e produzione di linguaggio naturale, dunque, umano!

 Di cosa ti occupi adesso?

Sono linguista in un team di Natural Language Generation. Insieme agli altri team dell’azienda sviluppiamo e localizziamo la versione italiana di un sistema di intelligenza artificiale, più comunemente detto assistente vocale.  

 Qual è la tua giornata lavorativa tipo?

Dopo aver compreso e talvolta ideato i flussi di interazione tra l’utente umano e l’assistente vocale, ci concentriamo sulla creazione di output efficaci e umani con cui l’assistente vocale interagisce con l’utente. A seguire l’implementazione di questi output nella struttura del codice.

Lavori in un team fatto di informatici e linguisti? Se sì, raccontaci un po’ come ti trovi e quali pensi siano i punti forti e punti deboli di una squadra con persone diverse.

Sì, nella mia attuale azienda tutti i team sono composti da informatici e linguisti. Non penso vi siano punti deboli nei team composti da profili diversi. La diversità e l'interdisciplinarità sono sempre un valore aggiunto quando si progettano macchine che interagiscono con gli umani. C’è bisogno infatti di informatica, di linguistica, di UX design e di sensibilità umanistica perché entrano in gioco temi quali etica e inclusione.  

Spesso si crede che una persona proveniente da studi umanistici non sia portata per specializzazioni più tecniche. Tu chiaramente sei la dimostrazione che non sia affatto vero. Cosa pensi a riguardo e che consiglio daresti a chi vorrebbe approcciarsi queste materie?

A parer mio gli studi umanistici comprendono materie come Latino, Linguistica, Filosofia che hanno una forte componente scientifica. La forma mentis fornita da una laurea umanistica ci dà secondo me la possibilità di cimentarsi in altri campi perché abbiamo la capacità di studiare e apprendere in fretta argomenti nuovi.

Il consiglio che mi sentirei di dare è quello di essere curios*, e di informarsi e formarsi il più possibile. Studio e passione possono tranquillamente portare un umanista a occuparsi di NLP! 

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